Chi sono

Sognavo di diventare una psicologa da quando ero ancora una liceale ed eccomi qui.

Oggi sono una psicologa, laureata con 110 e lode in Psicopatologia Dinamica dello Sviluppo alla facoltà di Medicina e Psicologia, presso l’Università di Roma La Sapienza con una tesi sul bullismo omofobico (due tematiche a me molto care). Al momento, sono iscritta al secondo anno della scuola di specializzazione presso l’Istituto Italiano di Psicoterapia Relazionale (IIPR) di Roma.

Sono tanti gli aspetti della psicologia che mi affascinano e per questo durante il tirocinio ho avuto modo di sperimentarmi in contesti molto diversi: dai pazienti psichiatrici adulti ricoverati all’ospedale Sant’Andrea di Roma, ai pazienti che chiedevano un percorso di sostegno psicologico al Centro di Salute Mentale della ASL Roma 1, fino al lavoro con l’età evolutiva, presso l’Istituto di Ortofonologia, dove sono stata a contatto principalmente con bambini con disturbo dello spettro autistico e disturbi del neurosviluppo.

Perché sono una psicologa?

Alla base del mio lavoro c’è la profonda convinzione che tutti noi abbiamo delle risorse che ci permettono di affrontare i momenti più dolorosi, difficili e stressanti che ci troviamo ad affrontare nel corso della vita. Alcune volte, però, queste potenzialità sono nascoste o non riconosciute.

L’obiettivo dei percorsi di sostegno psicologico è proprio quello di illuminare le risorse che le persone credono di non avere e che gli permettono di risollevarsi anche nei momenti di difficoltà.

Perché intraprendere un percorso di sostegno psicologico?

Sono davvero convinta che iniziare un percorso sia un atto di coraggio, perché essere consapevoli di una propria difficoltà e decidere di affrontarla può fare paura.

Il modo in cui noi funzioniamo e ci muoviamo nel mondo è fortemente influenzato dalle esperienze che abbiamo vissuto. Quando queste sono dolorose e traumatiche possono crearci delle difficoltà. Diventare consapevoli di quali sono queste esperienze e che impatto hanno avuto su di noi è il primo passo per il cambiamento.

Iniziare un percorso è un modo di prendersi cura di sé, perché elaborare e diventare consapevoli delle proprie emozioni, riconoscere le proprie risorse e iniziare un processo di cambiamento ci aiuterà a sentirci meglio e a muoverci nel mondo con più flessibilità.

Collaboro con:

Fiori d’Acciaio, per cui svolgo l’attività di compagno adulto (una figura che affianca l’adolescente che sta affrontando un periodo di difficoltà);

Associazione Laudes, per cui mi occupo di tutoraggio degli apprendimenti.